Visioni tattili

Cecità e arte, un itinerario possibile

Alba Lisa Mazzocchia

Studio, saggio, diario, racconto. Tutto questosembra essere il presente lavoro di Alba Lisa Mazzocchiasu un argomento molto delicato e importante, quello dellacecità che, in armonia con la tipologia di scrittura presentai molteplici aspetti di questa realtà: clinico-medico, psico-didattico, socio-economico, tecno-scientifico… a frontedei quali l’Autrice ha messo in campo tutta la sua straordinariaumanità, la competenza specifica, le conoscenzerelative e la concreta esperienza di un lavoro scelto conprofonda consapevolezza e notevole coraggio…Oltre le specifiche e svariate esperienze, qui AlbaLisa ha voluto aumentare la nostra meraviglia parlandoci,con calore e lucidità insieme, di uno dei sensi che,opportunamente guidato, è in grado di aiutare le personecieche a “toccare con mano” una creazione importantissimadel Genio Umano, a loro per tanto tempo preclusa:l’Arte pittorica e scultorea.

Dalla Prefazione di Renzo Scasseddu

È il racconto di una passione, di un impegno professionale, di un’esperienza di vita. Tutto questo si trova nell’agile volumetto scritto da Alba Lisa Mazzocchia che rappresenta anche la conclusione di uno dei progetti più importanti condotti dalla Associazione Gottifredo, la Mostra sulla Pietà di Girolamo Troppa suggellata dalla “traduzione tattile” del dipinto, curata da lei – tiflologa, specializzata nel sostegno scolastico. Nel libro si parla, dunque, di “visioni tattili”, una definizione che sintetizza i passaggi di un itinerario conoscitivo che conduce all’incontro tra cecità e arte figurata. È un viaggio che pretende una lunga fatica e sollecita tutti sensi della persona ma promette di restituire, alla fine, senza il tramite degli occhi, il significato, il sentimento integrale di un quadro o di una scultura o di un’architettura che così (e forse solo grazie a questo modo) si avverano come patrimonio dell’umanità e cioè di tutti, anche di chi non può goderne la vista. “Visioni tattili” è un saggio scientifico raccontato, quindi rigoroso nelle argomentazioni e ricco nella citazione delle fonti. È però anche un “diario” con tanti personaggi e due protagonisti, l’autrice e Angelo, lo studente che ha saputo trasformare la sua cecità in una continua sfida rivolta a se stesso e agli altri (i genitori, gli insegnanti – di cui mette alla prova la competenza scrivendo in braille una cosa per l’altra) e che a un certo punto, ascoltando una descrizione puntuale ma molto parlata della leonardesca Vergine delle Rocce, arriva subito al punto: “Ho capito che cosa è rappresentato e dove è ambientato, quello che non riesco a comprendere è che cosa si intende per segno plastico di Leonardo”. Angelo cerca di appropriarsi di un segno perché sa che lì sta il contenuto vero, unico e che esaurisce tutti gli altri, del capolavoro, quello che lo rende immutabile e sempre nuovo nel tempo. Da questa spazientita domanda incomincia il percorso di studio, umano e professionale, di Alba Lisa che cerca una risposta pagina dopo pagina, esempio dopo esempio. Insinuando, alla fine, che la “visione tattile” non è un surrogato per non vedenti e ipovedenti ma uno strumento di conoscenza che può permettere a tutti di uscire fuori dai propri limiti sensoriali e percepire, finalmente comprendendolo, il significato della “totalità” dell’arte. Alba Lisa Mazzocchia, “Visioni Tattili – Cecità e arte, un itinerario possibile”. Tofani Editore e Associazione Gottifredo, 2021, pp. 82, s.i.p. Con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionaleper il Progetto Coworking Gottifredo. Un ringraziamento a Mario Ritarossi per la cura grafica. Prefazione di Renzo Scasseddu, con uno scritto di Paolo Culla. Il libro è disponibile presso l’Associazione Gottifredo (ass.palazzogottifredo@gmail.com) in Alatri – via Lisi 6 (secondo piano). È gradito un contributo libero. (17 marzo 2021)

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